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Messaggio sulla letteratura che ci circonda

Pubblicato il 29 Giugno 2018 da Fondazione

gruppi letturadi Filippo La Porta

Intervento stimolante, caro Rino, anche se chi volesse intervenire sulla narrativa italiana non dovrebbe affidarsi interamente e ciecamente alla mappa, pur pregevole e accurata, di Simonetti. Dovrebbe invece prendersi la briga di leggersi lui i testi (e questo è un appunto per te, caro Rino, che pure hai scritto cose penetranti per esempio su Moresco). Insomma per parlare di nuova narrativa italiana bisogna conoscerla direttamente, bisogna pur leggersi venticinque-trenta romanzi italiani all’anno (sì, sarà pure una “palla”, ma d’altronde mica è obbligatorio avere una opinione sull’argomento!). Questo almeno ebbi modo di rimproverare al (bel) libro di Ficara – Lettere non italiane – che non manteneva del tutto la promessa (assai promettente) di dimostrare perché i nuovi narratori abbiano rotto con una tradizione novecentesca (per la ragione che di italiani contemporanei lui ne aveva letti solo quattro o cinque…). Velocemente, soltanto alcune annotazioni.

1) Siamo convinti del declino inarrestabile delle patrie lettere (come del declino di ogni cosa entro un presente desolato), e che il passato prossimo fosse tanto migliore? Scorriamo i vincitori dello Strega anni ’50 e ’60 e oltre: sì, ci sono Morante, Volponi e Parise, ma i Prisco, Brignetti, Cialente, Arpino, Bevilacqua, Nievo non sono superiori – sotto qualsivoglia parametro – a Veronesi, Ammaniti, Siti, Piperno, Albinati, Starnone. Possibile che quando muore un poeta, un romanziere, un regista, etc. della generazione passata si scriva sempre che è morto l’ultimo poeta, l’ultimo romanziere, l’ultimo regista!

2) È vero, la madre degli scrittori imbecilli è sempre incinta, ma anche la madre dei filosofi, magistrati, architetti, fisici…Vuoi gli esempi?

3) La categoria decisiva in Simonetti è proprio quella del “nobile intrattenimento”, imparentata con il midcult, e peccato che non la approfondisca (mentre: chissenefrega della narrativa Ikea, di Volo e della Parietti). Dimostra tra l’altro un tuo assunto, e cioè l’attuale primato del fruitore, del pubblico. Il “nobile intrattenimento” è infatti la letteratura che corrisponde fedelmente al nuovo pubblico, alla middle class alfabetizzata, che legge per intrattenersi (si intrattiene perfino con Kafka, che giudica “intrigante”) ma anche per apparire più intelligente, per sentirsi più colta e aggiornata, per distinguersi a tutti i costi (è il famigerato “ceto riflessivo”, che, ahinoi, non è più credibile neanche quando si indigna sull’Aquarius…).

4) La letteratura come conoscenza, come conflitto, come utopia, etc. (e non consumo chic o status symbol) ancora sopravvive in molti romanzi o narrazioni “ibride”, anche se pochi se ne accorgono perché questi romanzi sono sommersi da tutti gli altri in una iperproduzione ormai fuori controllo: negli ultimi anni almeno Doninelli, Morandini, Fiore, Orecchio, Livi, Calligarich, Carraro, Tedoldi, Morelli, Sebaste, Samonà (Giuseppe), Muratori e ora l’ultimo di Piersanti (tra le narrazioni ibride includerei invece – poiché non sono affabulatori puri – Pascale, Covacich, Voltolini, Arminio, Mari e le cose più saggistiche di Tiziano Scarpa).

5) La nostra letteratura potrà migliorare se cambia il suo pubblico: perciò seguo con interesse iniziative come i gruppi di lettura e simili, dove può formarsi un lettore più esigente, consapevole e responsabile, che si ostina a chiedere ai libri qualche verità per lui preziosa (questo lettore va snidato, va cercato, va costruito, inventato se occorre…). È come per la democrazia: funziona solo se i cittadini sono capaci di badare a se stessi.

Archiviato inCritica letteraria Interventi
TagsAlba Parietti Alessandro Piperno Beppe Sebaste Claudio Piersanti Domenico Starnone Edoardo Albinati Elsa Morante Fabio Volo Fausta Cialente Filippo La Porta Gianluigi Simonetti Giordano Tedoldi Giorgio Ficara Giovanni Arpino Giuseppe Samonà Goffredo Parise Luca Doninelli Michele Prisco Niccolò Ammaniti Paolo Volponi Raffaele Brignetti Rino Genovese Sandro Veronesi Stanislao Nievo Tiziano Scarpa Walter Siti

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