• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer
Fondazione per la critica sociale

Fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Pubblicazioni
    • Collana
    • Altre pubblicazioni
  • Convegni/seminari
    • Diritto alla Città
    • Religioni nella metropoli
    • Sindrome identitaria
    • Marx e la critica del presente
    • Lirica e società / Poesia e Politica
    • Per i settant’anni di Mario Pezzella
    • La città, una cosa per ricchi? La politica, gli abitanti, la finanza
  • Interventi/commenti
    • Commenti
    • Interventi
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Portfolio

Sui “gilet gialli”

Pubblicato il 14 Dicembre 2018 da Fondazione

di Rino Genovese

 Che si tratti di un conflitto sociale vero e proprio è fuori discussione. Nella Francia delle scorse settimane nulla di ciò che contrassegna una rivolta è mancato: l’autoconvocazione attraverso i nuovi media, poi i blocchi stradali, i più tradizionali scontri con la polizia, gli incendi, i danneggiamenti, i saccheggi. Il conflitto dei “gilet gialli” (inizialmente provocato da un aumento della fiscalità sui carburanti per finanziare la “transizione ecologica”) è senz’altro di ampia portata, qualcosa che – aspetto nient’affatto secondario –mette la provincia francese contro la capitale. Parigi è oggi una metropoli abitata da una specie di neo-aristocrazia, da una élite del denaro, delle professioni e del commercio, con il suo centro di potere definito da quella “monarchia repubblicana” tipica del presidenzialismo di matrice gollista.

 Ma un’esplosione di collera, sia pure prolungata, non è ancora un movimento sociale propriamente detto. Un movimento si definisce nel confronto con la politica: con una politica di cui costituisce al tempo stesso una critica e un rinnovamento, come accadde in Spagna qualche anno fa con gli indignados. Ciò significa che non può sfuggire a una presa di posizione secondo la distinzione destra/sinistra caratteristica della politica democratica. Se invece– come intendono gli odierni teorici populisti – si contrappone un “basso” a un “alto”, non si ha ancora un blocco sociale capace di determinare di volta in volta l’avversario e soprattutto le alleanze intorno a degli obiettivi, ma soltanto una congerie di rivendicazioni che non riescono a fare massa critica. In Francia il conflitto sociale può trovare facilmente il suo terminus ad quem nella forma istituzionale del presidenzialismo. Ma “tutti contro il sovrano” (nel caso specifico il pur antipatico Macron) non è nemmeno ancora un movimento sociale secondo la vulgata populista contemporanea: manca infatti il Perón in grado di convogliare su di sé rivendicazioni tra loro eterogenee per ricondurle a una sintesi sia pure provvisoria. Chi potrebbe essere la figura del leader peronista nell’attuale situazione francese? Mélenchon o Marine Le Pen, entrambi schierati dalla parte dei “gilet gialli”? Come si vede, malgrado gli Ernesto Laclau e le Chantal Mouffe, l’asse destra/sinistra si ripropone. E si ripropone nella stessa scelta delle rivendicazioni: l’obiettivo principale raggiunto dai “gilet gialli” – cioè l’eliminazione dell’aumento della tassa sui carburanti in un paese come la Francia, segnato da una massiccia presenza inquinante del diesel – è di destra o di sinistra? Se non v’è dubbio che il ripristino della “tassa di solidarietà sulla fortuna” (noi diremmo la patrimoniale), abolita da Macron, sia una richiesta di sinistra, bisogna anche sottolineare che però essa non è stata soddisfatta.

Che cosa faranno adesso i “gilet gialli”? Si accontenteranno di un aumento di cento euro del salario minimo garantito e di una detassazione delle pensioni più basse – le ulteriori misure annunciate da Macron per disinnescare la crisi – oppure rilanceranno? Il prosieguo della vicenda dirà se si può parlare, e fino a che punto, di una semplice jacquerie, di un’esplosione di collera popolare, o di un movimento sociale strutturato che, in quanto tale, sarà inevitabilmente messo dinanzi a scelte di carattere politico.

Archiviato inCommenti
TagsChantal Mouffe Ernesto Laclau gilet gialli Rino Genovese

Articolo precedente

Proposta di una rivista

Articolo successivo

La filosofia politica come critica sociale

Articoli correlati

brexit

A proposito di Brexit e altri mostri

In rivolta senza un volto

Euro

Euro o non euro?

Primary Sidebar

Cerca nel sito

Articoli recenti

  • Video dell’incontro su “i nostri libri” – Massimo Ilardi e Agostino Petrillo, due testi 4 Luglio 2026
  • Tra apocalittica e conflitto 23 Giugno 2026
  • Pierre Bourdieu, una ontologia nascosta? 16 Giugno 2026
  • La potenza del possibile 18 Maggio 2026
  • Ontologia e tirannia dei valori 8 Aprile 2026

Elenco delle Categorie

Archivio

Cerca nel sito

Articoli recenti

  • Video dell’incontro su “i nostri libri” – Massimo Ilardi e Agostino Petrillo, due testi 4 Luglio 2026
  • Tra apocalittica e conflitto 23 Giugno 2026
  • Pierre Bourdieu, una ontologia nascosta? 16 Giugno 2026
  • La potenza del possibile 18 Maggio 2026
  • Ontologia e tirannia dei valori 8 Aprile 2026

Elenco delle Categorie

Archivi

Segnalibri

  • Altraparola
  • Antinomie
  • Centro Studi Pier Paolo Pasolini
  • Dalla parte del torto
  • Fata Morgana web
  • Fondazione Luigi Micheletti
  • Il Ponte Rivista
  • Il Reportage
  • L’ospite ingrato
  • Le parole e le cose
  • Società Italiana di Teoria Critica (SITC)
  • Unione culturale Franco Antonicelli

Footer

Tags

Aldo Garzia Alessandra Criconia Alessandro Lanzetta Antonio Gramsci Antonio Tricomi Axel Honneth Brasile Carlo Cellamare Carl Schmitt Donald Trump Emiliano Ilardi Enzo Scandurra Ernesto Laclau Fabio Tarzia Francesco Garibaldo Georg Wilhelm Friedrich Hegel Giorgio Agamben Guido Mazzoni Guy Debord Henri Lefebvre Herbert Marcuse Italo Testa Jürgen Habermas Karl Marx Luca Baiada Luca Lenzini Luisa Simonutti Marco Gatto Marco Solinas Maria Borio Mario Pezzella Massimo Ilardi Michel Foucault Nicolò Bellanca Pier Paolo Pasolini Rahel Jaeggi Riccardo Bellofiore Rino Genovese Roberto Finelli Stefano Petrucciani Stela Xhunga Theodor Adorno Walter Benjamin Walter Siti Walter Tocci

© 2026 Fondazione per la critica sociale - C.F. 94243400481
Via della Scala 63, 50123 Firenze | Via Vespucci 38, 00153 Roma
Powered by WordPress | Progetto grafico: Fondazione | Accedi