L’egemonia della superficie

Ipermoderna o postmoderna? La nostra epoca registra l’avanzata senza limiti del capitalismo finanziario e, allo stesso tempo, l’evanescenza dei rapporti sociali. E la cultura? Nutre e alimenta il sistema che ha cannibalizzato la sua autonomia: l’illusione di una completa libertà nelle manifestazioni espressive, estetiche e simboliche nasconde infatti una «gestione capitalistica delle istanze di sovversione», che genera solo «superfici, simulacri, astrazioni verbali prive di contenuto concreto» e di carica politica. Ma come si manifesta la «superficializzazione del mondo»?

Rispolverando un lessico filosofico quasi dimenticato, Marco Gatto riflette sul nesso inscindibile tra estetica, economia e politica per denunciare «l’incorporazione del capitale nel soggetto», colonizzato nel suo intimo e nel suo agire pratico dalle ragioni capitalistiche. Prende così forma una critica della cultura di marcata derivazione francofortese che lotta contro la manomissione neoliberale della dialettica e respinge l’assalto al concetto di totalità, demistificando tanto lo scacchiere culturale e intellettuale nostrano quanto la sinergia tra cultura antagonistica e ideologia capitalistica.

MARCO GATTO
È professore associato di Teoria della letteratura all’Università della Calabria. Ha pubblicato di recente Critica dell’inespresso. Letteratura e inconscio sociale (Quodlibet, 2023), Rocco Scotellaro e la questione meridionale. Letteratura, politica, inchiesta (Carocci, 2023), Fredric Jameson (Futura, 2022).

Postfazione di Roberto Finelli

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.